Gli studi dell'antropologo Tim Ingold propongono un interessante contributo all'indagine e alla riflessione interdisciplinare sul rapporto tra mondo biologico, materiale e mondo culturale (v. per esempio The Perception of the Environment. Essays on Livelihood, Dwelling and Skill). Il 16 settembre 2023 ha tenuto una lezione nel contesto del Festival della Filosofia di Modena, Carpi, Sassuolo, dal titolo Scrivere. L’artigianato delle linee, in cui è proposta un’illuminante lettura del rapporto tra mondo naturale, naturale modo umano di viverlo, e pratiche di scrittura e lettura.
Cultura materiale e immateriale sono poste in contiguità da un argomentare non privo di forza suggestiva, come quando si propone che potremmo pensare il «terreno [naturale]come un velo di intermediazione, non […] un piano di separazione […]. Questo velo riveste però, non ricopre, non traveste, è una rivelazione […]. Il velo è il terreno, e questo terreno non nasconde le profondità della terra sotto la superficie, ma avvertiamo la profondità nella superficie […]. Possiamo dire la stessa cosa di una pagina? […] Come un agricoltore molto laborioso lo stesso amanuense bada alle proprie linee mentre crescono sulla superficie».
Un parallelismo, quello tra terreno e scrittura, che richiama quello proposto in altri contesti intellettuali, culturali, tra lettura delle tracce che i viventi lasciano sui terreni e l’approccio indiziario alla realtà che sarebbe alla base di narrativa e letteratura (v. per esempio C. Ginzburg, Spie. Radici di un paradigma indiziario, in Crisi della ragione, a cura di Aldo Giorgio Gargani, Einaudi, 1979).
Ingold percorre l’evoluzione che porta dalla scrittura manuale alla nascita della stampa e poi fino alla scrittura elettronica come evoluzione che, non potendo non segnare parallelamente anche la lettura, si configura come progressivo cambiamento in cui la performatività basata su manualità ed esperienza uditiva lascia il posto al prevalere del carattere cognitivo dell’attenzione, con inevitabili conseguenze sul rapporto dell’uomo con pagina, mondo, sistemi di conoscenza: «chi legge l’opera stampata non vive più la pagina come il viandante che vive o abita il suo terreno». Problematiche le conseguenze, su cui la lezione pure si sofferma. E a conclusione di un intervento dedicato a cambiamenti che hanno segnato profondamente l’umano, il prof. Ingold propone anche una soluzione per serie criticità davanti a cui potrebbero metterci prossimi tempi, e una sua previsione, inaspettata, su cosa potrebbe riservare un futuro non troppo lontano...