Mi chiamo Valentina Padalino, e sono la curatrice di Correlazioni.eu.
Dopo la maturità scientifica, ho frequentato il corso di laurea in Lettere moderne, concludendolo con una tesi in Teoria della letteratura, dedicata a Italo Calvino, autore che non ho mai smesso di leggere e studiare.
Sono membro di Compalit, associazione a base interuniversitaria di Teoria e storia comparata della letteratura (www.compalit.it).
Da qualche anno affianco all'interesse fondamentale per elementi e principi costitutivi del sistema letterario l'interesse verso le basi neurobiologiche dell'esperienza estetica, occupandomi dunque del rapporto tra narrativa, letteratura, arti e discipline come le neuroscienze cognitive. Del quadro di questo impegno ha fatto parte la frequenza del corso universitario "Arte, media e cervello: le basi neurobiologiche dell'esperienza estetica" del neuroscienziato V. Gallese, che è, a livello internazionale, tra i principali studiosi di "neuroestetica", e tra gli scienziati che negli anni '90 hanno fatto l'importantissima scoperta dei neuroni specchio, base neurobiologica di intersoggettività, empatia e apprendimento per imitazione.
Il mio interesse verso il rapporto tra arte e neuroscienze cognitive fa parte del più ampio interesse per il rapporto tra arte e scienza. Questa e certe "convergenze disciplinari", o anche certa interdisciplinarità, sono capaci di gettare una luce particolarmente rivelante sul posto dell'arte nel vivere umano, sulle funzioni antropologiche che narrazione, letteratura, arti hanno nell'evoluzione e nella vita dell'uomo, dando pure un particolare, specifico contributo, dunque, a una comprensione generale dell'uomo stesso.
I miei interessi e impegni attuali - dei quali fa parte pure la scrittura, di testi specialistici e non solo - si innesta in un percorso di studi e lavoro caratterizzato anche da passate esperienze negli ambiti di formazione e conoscenza, cultura, editoria, comunicazione (click qui per altre informazioni sul profilo).
Sento di poter dire che i miei interessi di oggi rappresentano un punto di convergenza di differenti ma coerenti linee di impegno fin qui tracciate, linee di cui forse è possibile intravedere un ideale, lontano e comune punto d'origine addirittura nell'esperienza del mio esame di maturità scientifica, quando, non senza forse un po' di audacia giovanissima, sognante e anche timorosa, davanti alle tracce proposte per la prova scritta di italiano, la mia scelta cadde su "Matematici e poeti [...]"...