«La forma è, nelle sue figure, ciò che essa è in noi: un tramite per comunicarci delle idee, delle sensazioni, un’immensa poesia». Honoré de Balzac, Il capolavoro sconosciuto, 1832, citato in L. Lumer, S. Zeki, La bella e la bestia: arte e neuroscienze, I Libri del Festival della Mente. I neuroscienziati L. Lumer e S. Zeki menzionano Il capolavoro sconosciuto per una sua certa capacità di parlare del modo in cui le esperienze artistiche saprebbero dare una risposta alla ricerca umana di realtà corrispondenti ai cosiddetti "concetti sintetici cerebrali". Per approfondire:
La bella e la bestia. Arte e neuroscienze