Il 7 novembre è purtroppo scomparso il filosofo Paolo Virno. Le sue riflessioni su natura, condizione umana e linguaggio, toccano questioni di interesse anche scientifico, aprendosi dunque a una possibile interlocuzione con punti di vista non solo filosofici. Per questo, Correlazioni, il 29 settembre del 2023, quando era ancora solo una pagina Facebook, propose il video dell’intervento di Paolo Virno al Festival della Filosofia di quell’anno, intitolato Avere o essere? Il linguaggio come possesso e non identità. Correlazioni.eu ripropone oggi l’intervento del prof. Virno, con la breve introduzione del 2023.
«Quando ho frequentato il corso universitario del prof. V. Gallese sulle basi neuroscientifiche dell’esperienza estetica, davanti a certi studi empirici sono rimasta impressionata. Per esempio davanti allo studio che metteva in luce l’attivazione di neuroni motori nel cervello di un macaco impegnato nell’osservazione di un oggetto, pur in assenza di atti, da parte dell'animale, che di tipo motorio fossero, come la presa della cosa osservata (v. A. Murata, L. Fadiga, L. Fogassi, V. Gallese, V. Raos, G. Rizzolatti, Object representation in the ventral premotor cortex (area F5) of the monkey, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9325390/). Dunque? Che accadeva? Gli studiosi sostengono che le proprietà tridimensionali di un oggetto possono attivare nel cervello del macaco, e nell’uomo, lo schema motorio utile a interagire con l’oggetto stesso, come lo schema utile ad afferrarlo, a prescindere dal fatto che la presa avvenga o meno. Ecco dunque farsi strada, anche nella mia mente di stupita studentessa, il possibile correlato neurobiologico di quel che si dice “potenziale”. Che altri studi empirici, oltre al citato, propongono. E se dunque una riflessione filosofica, come quella del prof. Paolo Virno, sostiene l’idea che l’uomo è anche significativamente fondato dal suo potenziale, tale idea filosofica non trova, oggi, attraverso le neuroscienze cognitive, un correlato biologico? Nella lezione tenuta al Festival della filosofia del 2023 il prof. Virno ci parla di potenziale, di distanza dell’uomo da cose, stati, esperienze della sua vita, della non coincidenza, della non identificazione con essi, come di condizioni “antropogenetiche”, e lo fa sulla base della speculazione intorno all’ausiliare “avere”, al cui ruolo nella definizione di essere umano il filosofo attribuisce un carattere fondamentale che altre riflessioni di ambiti disciplinari vari riconoscono piuttosto al verbo “essere”. La distanza, la non identificazione dell’uomo con cose, stati, esperienze della sua vita, distanza e non identificazione che l’ausiliare “avere” propone, sarebbero peraltro possibilità di autocoscienza, possibilità del fare esperienza dell’esperienza, che l’uomo proprio attraverso il linguaggio verbale in particolare vive; e, aggiungeremmo, attraverso i vari linguaggi delle arti. E alla conclusione di una lezione che ci guida nei rapporti possibili tra natura, condizione umana e linguaggio, Virno proietta infine tali rapporti sul piano di relazionalità e socialità proponendo una concezione del ruolo dell'amicizia nella vita dell’uomo, che le attribuisce uno speciale carattere “epifanico”.»
Link: Paolo Virno al Festival della Filosofia del 2023: Avere o essere?